Penisola di Samanà - Rep. Dominicana - 2 Aprile 2001.
Gocce di sudore portano con se l’umidità, la sabbia e il fumo che ho sulla pelle.
Ma qui nulla può generare o dare fastidio.
Squallida, ma il suo fascino rende stupenda questa bettola di Las Terrenas . Musica varia, salsa, merengue, reggae. . I 33 all’ombra e l’umidità del 90% sono, per fortuna, mitigati dalla brezza che batte e rinfresca la spiaggia.
Mi sto gustando l’ennesimo cocktails di questa vacanza, rigorosamente ai frutti tropicali e al rum ( per la precisione più rum che succo di frutta tropicale!). Stupendo il “ron””Barcelo, che grazie alla passata occupazione francese assomiglia ad un brandy.
Qui potrei viverci? Forse!
Le moto dei locali, i famosi “motoconcho” (taxi-motorette) sfrecciano tranquillamente frenetiche, trasportando dalle due alle quattro persone.... anche i cani, dei bastardi di una omogeneità impressionante, qui non sono aggressivi, vagabondano e giocando sulla spiaggia con i bambini, neri e creoli.
Ho fatto amicizia con Maddalena, una stupenda ragazza creola di 19 anni < ha già un figlio di pochi mesi con il quale gioco sulla spiaggia>…

Per vivere lavora in tre bar contemporaneamente.
Nonostante la differenza di età e di lingua, ci comprendiamo perfettamente e conversiamo di e su tutto, dalla réligione alla politica ai sentimenti. L’amore, la passione…… un dominicano riesce a parlarne per ore.... Mah! Ci credono veramente, amano il sogno dell’amore e quando tutto finisce sono pronti a ricominciare come nulla fosse successo.
Da un certo punto mi fanno invidia! Istinto bestiale? Confusione o mancanza di distinguo tra sentimento, passione, sesso e amore? Chissà! Sicuramente, senza voler generalizzare, in questo campo comunque sono più coerenti (perdonatemi un ‘meno ipocriti”) di noi europei !
Mah … il fallimento del mio matrimonio mi deve proprio aver segnato!
Qui è tutto più tranquillo, più sincero. Qui è tutto diverso.... Anche fumare la pipa!
Ho portato con me tre pipe, (quella in schiuma, la Bang e una Dunhill), un tabacco aromatico (Larsen) e un inglese (Balkan). Incredibile! In Italia erano quasi secchi e qui, in pochi giorni, sono rinati ed hanno raggiunto una elevata umidità, quasi eccessiva.
Il tabacco aromatico l’ho fumato poche volte in quanto lascia un cattivo sapore e un retrogusto disgustoso in bocca. L’inglese Balkan invece è piacevole, ha mantenuto un sapore deciso, anche se a tratti prende un sapore dolce.
Nessuno si lamenta perché fumo, il fumo è considerato un piacere, come il bere e il mangiare, la musica e la danza, lo stare assieme.
Si ......penso proprio che qui potrei viverci!
Tutto è tranquillo, nessuno mi mette fretta…. finita la fumata e pulita la pipa, Maddalena mi accompagna nella ‘casa del Cigarro”, gestita, come dice lei, dagli “odiosi francesi”.
Mi sconsiglia gli “Habana”, perché anche se confezionati con del buon tabacco sono fabbricati e coltivati nella Repubblica Dominicana, quindi non originali., e si sa che il tabacco cubano e quello dominicano sono completamente diversi.
Il tempo non ha importanza ma mi accorgo che è quasi un’ ora che sono chiuso in questo negozio e l’educazione impone che non si faccia aspettare una bella ragazza! Esco con dei Torpedo e dei Robusto rigorosamente dominicani. La fascia è molto scura, quasi nera, il gusto deciso anche se leggermente terroso. Non so come si comporteranno in Italia, qui anche la mediocrità è piacevole; vista la qualità e il prezzo penso che una scatola valga la pena di portarsela via.
Santo Domingo non è Cuba, non torno mai due volte nello stesso posto….certo è un paese che vale la pena di visitare, per i sigari e per il resto….. una full immersion con me stesso in compagnia di altri!
Ciao Mac Peer !